Cardiologia: TAVI più efficace della chirurgia anche nei pazienti a rischio intermedio

Dimezza mortalità e rischio di ictus invalidante a 12 mesi. I risultati emergono da un’analisi dei dati dello studio PARTNER II, pubblicato ad aprile sul New England Journal of Medicine, presentata in occasione del simposio “TAVI Today” a Milano

Milano, 18 novembre 2016 – La TAVI, l’intervento per sostituire, in caso di stenosi aortica, la valvola aortica degenerata per via transcatetere, dall’inguine o attraverso la punta del cuore, senza ricorrere a un intervento di cardiochirurgia a cuore aperto, non sarà più riservata ai soli pazienti inoperabili o a rischio operatorio troppo elevato. Lo ha stabilito nelle scorse settimane la concessione, sulla base dei dati emersi dagli studi scientifici, del marchio CE alla valvola SAPIEN 3 di Edwards Lifesciences, per l’indicazione all’impiego anche nei pazienti a cosiddetto rischio intermedio, per i quali sarebbe possibile intervenire con entrambi gli approcci.

L’impianto per via transcatetere della valvola SAPIEN 3, in pazienti con stenosi aortica grave e sintomatica a rischio intermedio, dimezza rispetto all’intervento cardiochirurgico – da 16,6% a 8,4% – l’endpoint combinato di mortalità e rischio di un ictus invalidante. Inoltre, riduce la mortalità per tutte le cause (TAVI: 7,4%; chirurgia: 13,3%) e l’insorgenza di ictus (TAVI: 4,6%; chirurgia: 8,2%). I dati derivano da analisi successive dello studio PARTNER II, pubblicato la scorsa primavera sul New England Journal of Medicine e su Lancet1.

Le conclusioni sono state presentate al simposio “TAVI Today”, organizzato a Milano da Edwards Lifesciences. “Si tratta di un fatto molto significativo per  la qualità e l’innovazione delle cure offerte in Italia, oltre che per i pazienti con stenosi aortica. L’estensione dell’indicazione al paziente a rischio intermedio permetterà di garantire un trattamento efficace e sicuro a un maggior numero di persone che soffrono di questa grave malattia; questo garantirà cure sempre più appropriate e meno invasive, permettendo un rapidissimo recupero funzionale con la pronta ripresa delle normali attività quotidiane per i nostri pazienti”, ha commentato Giuseppe Musumeci, Presidente GISE-Società italiana di cardiologia interventistica.

Fonte: Ufficio stampa HealthCom Consulting

Bibliografia

1. Thourani V et al. Transcatheter aortic valve replacement versus surgical valve replacement in intermediate-risk patients: a propensity score analysis. The Lancet 2016;1-8.

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